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Sette meraviglie del mondo antico: storia e segreti

Anto · 31 gennaio 2024 · 0 min di lettura

Vista delle piramidi di Giza nel deserto egiziano sotto un cielo azzurro, simbolo delle meraviglie del mondo antico
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Indice
  1. Una lista nata dallo stupore greco
  2. La Grande Piramide di Giza: l’unica ancora in piedi
  3. I Giardini pensili di Babilonia: la meraviglia fantasma
  4. La Statua di Zeus a Olimpia: oro, avorio e genio greco
  5. Il Tempio di Artemide a Efeso: bruciato per l’immortalità
  6. Il Mausoleo di Alicarnasso: la tomba che ha cambiato la lingua
  7. Il Colosso di Rodi: 56 anni di gloria
  8. Il Faro di Alessandria: la torre che guidava i navigatori
  9. FAQ
  10. Qual è l’unica delle sette meraviglie del mondo ancora visibile?
  11. Chi ha stabilito l’elenco delle sette meraviglie del mondo?
  12. I Giardini pensili di Babilonia sono realmente esistiti?
  13. Il Colosso di Rodi scavalcava il porto?
  14. Perché si dice «mausoleo» per indicare una grande tomba?

Le sette meraviglie del mondo antico sono sette opere scelte da eruditi greci a partire dal II secolo a.C. per illustrare il genio architettonico del mondo mediterraneo. Di tutte e sette, oggi ne è visibile una sola: la Grande Piramide di Giza. Le altre sei sono scomparse, vittime di terremoti, incendi o del semplice trascorrere dei secoli, ma le loro storie continuano ad affascinare viaggiatori e storici.

Una lista nata dallo stupore greco

L’idea di censire i monumenti più straordinari del mondo conosciuto risale ad autori greci del II secolo a.C. Filone di Bisanzio è il primo a cui si deve una lista completa. Queste sette costruzioni abbracciano oltre venti secoli di cantieri: dalle piramidi di Giza, edificate intorno al 2560 a.C., al faro di Alessandria, completato intorno al 280 a.C. Il filo che le univa: si trovavano tutte nell’arco mediterraneo e nel Vicino Oriente, il mondo conosciuto dai Greci.

A unire questi capolavori non era solo la grandezza. Era il senso dell’impossibile che suscitavano in chi li vedeva per la prima volta.

La Grande Piramide di Giza: l’unica ancora in piedi

Tre piramidi di pietra in un deserto arido sotto un cielo azzurro con alcuni visitatori

Costruita intorno al 2560 a.C. sotto il regno del faraone Cheope, la Grande Piramide è la più antica delle sette meraviglie e l’unica ad aver attraversato i millenni. Con i suoi 146 metri di altezza originaria e una base di 230 metri, è rimasta la struttura più alta del mondo per quasi 4.000 anni.

La sua costruzione mobilitò oltre due milioni di blocchi di calcare e granito. In origine, un rivestimento di calcare bianco lucidato la faceva brillare sotto il sole del deserto per chilometri all’intorno. Quel paramento è quasi completamente scomparso, recuperato nel corso dei secoli per altre costruzioni.

Come decine di migliaia di operai abbiano eretto una struttura di tale precisione senza gli strumenti moderni è una domanda ancora aperta, oggetto di ricerche tuttora attive.

Per approfondire la destinazione, consulta la nostra guida su cosa fare in Egitto e la nostra selezione su cosa fare al Cairo.

I Giardini pensili di Babilonia: la meraviglia fantasma

Illustrazione artistica di rovine antiche con torri merlate, vegetazione lussureggiante e palme sotto un cielo sereno

I Giardini pensili sono l’unica delle sette meraviglie la cui stessa esistenza è incerta. Nessuna traccia archeologica li attesta a Babilonia, nell’attuale Iraq, e i testi babilonesi dell’epoca non ne fanno alcuna menzione.

Secondo i racconti antichi, il re Nabucodonosor II li avrebbe fatti costruire tra il 605 e il 562 a.C. per la sua sposa Amiti, originaria delle verdeggianti montagne della Media, che soffriva dell’aridità babilonese. Formati da terrazze irrigate dall’Eufrate, avrebbero raggiunto oltre 23 metri di altezza. Alcuni storici moderni ipotizzano che si trovassero in realtà a Ninive, nell’attuale nord dell’Iraq, il che spiegherebbe la confusione nei testi antichi.

La Statua di Zeus a Olimpia: oro, avorio e genio greco

Busto in marmo bianco di una figura antica dai capelli ricci, esposto su fondo grigio neutro

Realizzata nel V secolo a.C. dallo scultore Fidia nel santuario di Olimpia, in Grecia, la statua raffigurava Zeus seduto sul trono, con uno scettro in una mano e una statuetta di Nike nell’altra. Misurava circa 12 metri di altezza.

La tecnica impiegata era la crisoelefantina: lastre d’avorio formavano la pelle del dio, mentre l’oro martellato rivestiva abiti e ornamenti. Il geografo Strabone annotava che Zeus sembrava quasi sfiorare il soffitto del tempio con la testa. Trasportata a Costantinopoli nel V secolo d.C., la statua perì quasi certamente in un incendio tra il V e il VI secolo.

Il Tempio di Artemide a Efeso: bruciato per l’immortalità

Rovine antiche con colonna isolata, tempio sullo sfondo e montagne sotto un cielo sereno

Il Tempio di Artemide impiegò oltre 120 anni a sorgere a Efeso (nell’attuale Turchia), finanziato dal re Creso di Lidia, prima di essere completato intorno al 550 a.C. La sua facciata contava 127 colonne alte 18 metri, per un edificio lungo 129 metri e largo 69.

Nella notte del 21 luglio 356 a.C., un certo Erostrato vi appiccò deliberatamente il fuoco per far sì che il suo nome fosse immortalato nei libri di storia. E ci riuscì. Secondo la tradizione, quella stessa notte nacque Alessandro Magno. Il tempio fu ricostruito, poi definitivamente distrutto nel 401 d.C. Oggi ne rimane una sola colonna solitaria a Selçuk, in Turchia.

Il Mausoleo di Alicarnasso: la tomba che ha cambiato la lingua

Dettaglio architettonico di un tempio antico in pietra con colonne scanalate e decorazioni scolpite

Completato intorno al 351 a.C. ad Alicarnasso, l’odierna Bodrum in Turchia, questo monumento funebre fu eretto per Mausolo, satrapo di Caria, e sua moglie Artemisia. Alto circa 41 metri, fondeva influenze architettoniche greche, egiziane e licie in uno stile ibrido senza eguali.

Quattro scultori greci di primo piano lavorarono alla sua decorazione esterna. Da questa tomba deriva direttamente la parola «mausoleo», entrata in tutte le lingue europee. Nel XV secolo, i Cavalieri di San Giovanni ne recuperarono le pietre per costruire il castello di Bodrum, ancora visibile dal porto oggi.

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Il Colosso di Rodi: 56 anni di gloria

Un porto mediterraneo con colonna sormontata da una statua di cervo, fortezza in pietra e velieri ormeggiati

Tra il 292 e il 280 a.C., lo scultore Carete di Lindo eresse a Rodi una statua del dio Helios alta oltre 33 metri, finanziata con la vendita del materiale d’assedio abbandonato da Demetrio Poliorcete dopo la sua sconfitta. Un terremoto la abbatté intorno al 226 a.C.: era rimasta in piedi solo 56 anni.

I suoi resti giacquero al suolo per più di otto secoli, ancora abbastanza imponenti da attrarre visitatori. Intorno al 654 d.C., i frammenti di bronzo furono venduti e trasportati in carovana: secondo i cronisti dell’epoca, su novecento cammelli.

Contrariamente all’immagine popolare, la statua non scavalcava l’ingresso del porto. Gli storici concordano nel ritenere che si ergesse su entrambi i piedi, probabilmente su un promontorio.

Le acque di Rodi figurano tra le mete del Mediterraneo più amate dai sub: scopri la nostra selezione delle migliori destinazioni per le immersioni per pianificare la tua prossima esplorazione sottomarina.

Il Faro di Alessandria: la torre che guidava i navigatori

Un faro bianco costiero con la sua lanterna e gli edifici abitativi dai tetti rossi sotto un cielo nuvoloso

Costruito sull’isola di Faro, all’ingresso del porto di Alessandria, il faro fu completato intorno al 280 a.C. per volontà di Tolomeo I Soter. Con un’altezza stimata di circa 134 metri, era una delle strutture più alte mai erette nell’Antichità.

La sua luce, riflessa da specchi, era visibile a oltre 50 chilometri in mare, un riferimento essenziale per le navi del Mediterraneo orientale. La struttura si articolava su tre livelli: una base quadrata, una sezione ottagonale e una torretta cilindrica sormontata da una statua.

Danneggiato da terremoti nel X, XIV e XV secolo, il faro collassò progressivamente. Il forte Qaitbay, eretto intorno al 1480 sull’isola di Faro con parte delle pietre dell’antica torre, è ancora visitabile oggi.

FAQ

Qual è l’unica delle sette meraviglie del mondo ancora visibile?

La Grande Piramide di Giza, in Egitto, è l’unica sopravvissuta fino ai giorni nostri. Le altre sei sono scomparse a causa di terremoti, incendi o saccheggi nel corso dei secoli.

Chi ha stabilito l’elenco delle sette meraviglie del mondo?

Eruditi greci a partire dal II secolo a.C. Filone di Bisanzio è il primo autore noto ad averne redatto una lista completa. La selezione canonica si è consolidata progressivamente tra l’Antichità e il XVI secolo.

I Giardini pensili di Babilonia sono realmente esistiti?

È incerto. Nessuna traccia archeologica li attesta a Babilonia e i testi babilonesi dell’epoca non ne fanno menzione. Alcuni storici ritengono che si trovassero a Ninive, nell’attuale nord dell’Iraq, o che siano in parte frutto della leggenda.

Il Colosso di Rodi scavalcava il porto?

No, è un mito popolare. Storici e archeologi concordano nel ritenere che la statua si ergesse sulle proprie gambe, probabilmente su un promontorio vicino al porto, senza scavalcarne l’ingresso.

Perché si dice «mausoleo» per indicare una grande tomba?

La parola deriva direttamente dal Mausoleo di Alicarnasso, il monumento funebre eretto per Mausolo, satrapo di Caria, intorno al 351 a.C. È una delle poche meraviglie dell’Antichità ad aver lasciato una parola in tutte le lingue europee.

Fonti

  • Origine dell'elenco nel II secolo a.C., Filone di Bisanzio, date di costruzione, stato attuale di ogni meraviglia ed esistenza incerta dei Giardini pensili. fr.wikipedia.org
  • Altezze verificate (Piramide 146 m / base 230 m, Faro 134 m, Colosso 33 m, Mausoleo 41 m, Statua di Zeus 12 m, Tempio di Artemide 129 m x 69 m), date di costruzione, aneddoti (Erostrato, 900 cammelli, Strabone) e contesto: le 7 meraviglie coesisterono per meno di 60 anni. worldhistory.org