L’Uzbekistan concentra in poche centinaia di chilometri alcuni dei capolavori più emozionanti dell’architettura islamica. Samarcanda, Bukhara e Khiva formano la spina dorsale di qualsiasi itinerario, ma il paese riserva ben altre sorprese: fortezze di sabbia perdute nel deserto, un inaspettato museo d’avanguardia ai confini del mondo, botteghe della seta dove nulla è cambiato da secoli. Prima di partire, consulta la nostra pagina Assicurazione viaggio Uzbekistan per le formalità pratiche e i consigli sulla salute.
Organizza il mio viaggio in UzbekistanSamarcanda, la città di Tamerlano
Antica capitale dell’impero timuride, Samarcanda concentra da sola alcuni dei più bei monumenti islamici al mondo. La sua luce di fine giornata sulle cupole blu è una di quelle immagini che ti fanno prendere l’aereo.
1. La piazza del Registan

La piazza del Registan riunisce tre madrasse: Ulugh Beg (XV secolo), Sher-Dor e Tilya-Kori (XVII secolo). Le loro facciate di ceramica blu, i minareti e le cupole costituiscono il complesso architettonico islamico più impressionante dell’Asia centrale. Arriva la mattina presto per trovare la piazza ancora silenziosa.
2. L’interno dorato della madrassa Tilya-Kori

La sala di preghiera della madrassa Tilya-Kori è interamente rivestita di dorature. Il contrasto tra il blu cobalto dei mosaici e i soffitti dorati è straordinario. Una visita che merita tempo per una vera contemplazione, non una sosta veloce per la foto.
3. Il mausoleo di Gur-e-Amir

Il mausoleo di Gur-e-Amir ospita le sepolture di Tamerlano e di alcuni membri della sua famiglia. La cupola in ceramica costolata blu e le facciate finemente decorate ne fanno uno dei monumenti più fotografati dell’Uzbekistan. La cripta sotterranea aggiunge una dimensione suggestiva alla visita.
4. Shah-i-Zinda, il viale dei mausolei

Shah-i-Zinda è un complesso funerario composto da una ventina di mausolei allineati, ciascuno rivestito di ceramiche tra le più raffinate dell’Asia centrale. La processione di portali ornamentali, ognuno diverso dal precedente, crea un percorso visivo unico. Risali il viale lentamente per apprezzare ogni dettaglio.
5. La moschea Bibi-Khanym

La moschea Bibi-Khanym fu, all’epoca della sua costruzione all’inizio del XV secolo, una delle più grandi del mondo islamico. Parzialmente restaurata, conserva una scala imponente. Il suo cortile interno offre uno spazio tranquillo lontano dall’agitazione della città.
6. L’osservatorio di Ulugh Beg

Ulugh Beg, nipote di Tamerlano, fece costruire nel XV secolo un osservatorio astronomico di cui il frammento principale, ritrovato sepolto, è oggi esposto in un museo sul posto. I suoi studi permisero di compilare un preciso catalogo di diverse centinaia di stelle. Una visita che rivela la dimensione intellettuale di Samarcanda, al di là dei suoi fasti architettonici.
Bukhara, la città medievale
Bukhara ha conservato la sua anima di città carovaniera. Il centro storico, patrimonio mondiale dell’UNESCO, si percorre a piedi seguendo vicoli dove ci si imbatte continuamente in monumenti millenari.
7. Il complesso Po-i-Kalyan

Il complesso Po-i-Kalyan riunisce il minareto Kalon (XII secolo, 47 metri di altezza), la moschea Kalyan e la madrassa Mir-i-Arab. Il minareto domina la città da oltre 900 anni. La leggenda vuole che Gengis Khan, colpito dalla sua altezza, smontasse da cavallo in segno di rispetto durante la presa della città: l’unico monumento che avrebbe risparmiato.
8. Bukhara di notte

Di notte Bukhara acquista una dimensione diversa. Le facciate di mattoni ocra, avvolte in luci dorate, sembrano ancora più antiche che in piena luce. Una passeggiata serale intorno alla vasca Lyabi-Hauz, fiancheggiata da platani e ristoranti, è uno di quei momenti che i viaggiatori ricordano come i migliori del loro soggiorno.
9. La cittadella dell’Ark

L’Ark è la cittadella fortificata di Bukhara, antica residenza degli emiri della regione. I suoi appartamenti interni mostrano l’uso caratteristico di dorature e mosaici turchesi. Il museo integrato presenta collezioni archeologiche ed etnografiche che aiutano a comprendere la storia della regione.
10. I bazar coperti (toki) di Bukhara

Bukhara ha conservato i suoi bazar coperti medievali, i toki, le cui cupole in mattoni un tempo incanalavano il commercio delle carovane. Oggi vi si trovano gioielli in argento, ricami suzani e ceramiche dipinte a mano. Prendersi il tempo di chiacchierare con gli artigiani vale quanto gli acquisti stessi.
Khiva, la città d’argilla
Khiva è la più intatta delle città storiche della Via della Seta. Il suo centro fortificato, Itchan Kala, si visita come una città nella città, con monumenti vivi e vicoli ancora abitati.
11. Itchan Kala, la città-museo

Itchan Kala, patrimonio mondiale dell’UNESCO, concentra all’interno delle sue mura ocra madrasse, moschee, palazzi e minareti che si percorrono a piedi. Il minareto Kalta Minor, incompiuto ma imponente, e il palazzo Tash Khauli ne sono i pezzi forti. La città vecchia è ancora abitata, e questo le conferisce una vita che i musei a cielo aperto non hanno.
12. La moschea Djuma e le sue 218 colonne

La moschea Djuma di Khiva è unica nel suo genere: la sala di preghiera è sostenuta da 218 colonne di legno intagliato, ciascuna diversa dall’altra, recuperate nel corso di secoli di costruzione. L’effetto di foresta di colonne nella penombra è straordinario, e molto diverso dalle moschee a cortile aperto che si trovano altrove in Uzbekistan.
13. Toccare i muri di Khiva

A Khiva esiste un modo di viaggiare che non trovi sulle guide: appoggiare la mano sui mattoni delle mura e rendersi conto che alcuni tratti dei bastioni risalgono al XV secolo. I vicoli interni sono ancora vivi, con case abitate a ridosso dei monumenti. Rallentare e osservare, invece di spuntare caselle.
Tashkent, la capitale in movimento
Tashkent mescola architettura sovietica, parchi ombrosi e quartieri storici. È anche il punto d’ingresso naturale per la maggior parte dei viaggi in Uzbekistan.
14. La piazza dell’Indipendenza e i suoi parchi

La piazza dell’Indipendenza e i parchi che la circondano danno la misura della capitale uzbeka. È qui che gli abitanti si passeggiano in famiglia, lontano dai circuiti turistici. Il complesso Khazrat-Imam, con le sue madrasse e la sua biblioteca storica, è il quartiere più interessante della città per chi si appassiona alla storia islamica della regione.
15. Il bazar Chorsu e la città in movimento

Il bazar Chorsu è il mercato centrale di Tashkent, sotto la sua caratteristica cupola blu. Spezie, frutta secca, pane non e verdure vengono venduti in un vivace via vai che contrasta con la quiete delle città storiche. La città moderna, con i suoi larghi viali e le montagne innevate visibili nelle giornate limpide, rivela il dinamismo di una capitale centroasiatica in rapido sviluppo.
Shakhrisabz, la città natale di Tamerlano
Shakhrisabz è raggiungibile in escursione giornaliera da Samarcanda. Il suo complesso monumentale, patrimonio UNESCO, è spesso meno affollato delle grandi città: una sosta apprezzata da chi vuole evitare i gruppi organizzati.
16. Il palazzo Ak-Saray e la moschea Kok-Gumbaz

Il palazzo Ak-Saray (palazzo bianco), commissionato da Tamerlano nel XIV secolo, era uno dei più vasti della sua epoca. Ne restano solo i piloni d’ingresso, ma bastano a dare l’idea dell’ambizione del conquistatore. La moschea Kok-Gumbaz, con i suoi minareti dorati e le caratteristiche cupole a bulbo, completa il complesso per mezza giornata di visita.
Khorezm e Karakalpakstan
Il nord-ovest dell’Uzbekistan è meno visitato, a torto. Questa regione concentra fortezze del deserto uniche al mondo e uno dei musei più singolari che esistano.
17. Le fortezze del deserto: Ayaz Kala e il Khorezm

L’antico Khorezm ha lasciato alcune decine di fortezze in adobe nel deserto, delle quali Ayaz Kala è la più spettacolare. Le sue mura merlate dominano le dune da un promontorio roccioso. Campi di yurte ai piedi della fortezza permettono di trascorrere la notte nel deserto sotto un cielo stellato senza inquinamento luminoso.
18. Il museo Savitski di Nukus, il “Louvre delle steppe”

Il museo Igor-Savitski di Nukus ospita oltre 82.000 opere: la seconda più grande collezione di arte d’avanguardia russa al mondo (dopo il Museo Russo di San Pietroburgo), oltre a tappeti, ricami e oggetti artigianali del Karakalpakstan. Il suo fondatore ha raccolto clandestinamente, a partire dagli anni Cinquanta, tele che il regime sovietico cercava di cancellare. Una deviazione improbabile agli estremi confini dell’Uzbekistan, per uno choc estetico del tutto inatteso.
Paesaggi ed esperienze all’aperto
L’Uzbekistan non si riduce alle sue città storiche. I suoi paesaggi variati, dalle steppe aride ai contrafforti montuosi, aggiungono una dimensione naturale a qualsiasi itinerario.
19. I monti Chimgan e la natura intorno a Tashkent

A circa 80 km da Tashkent, i monti Chimgan offrono panorami montagnosi che contrastano nettamente con le pianure del resto del paese. La regione attira gli escursionisti in estate. Le steppe semi-aride dell’Uzbekistan riservano anche curiosità geologiche, con sorgenti calde e formazioni minerali da scoprire in paesaggi desertici lontani dai percorsi classici.
20. La valle di Ferghana: seta, ceramiche e fiumi

La valle di Ferghana, incuneata tra tre paesi, è la culla dell’artigianato uzbeko. A Marghilan, botteghe familiari tessono ancora la seta ikat a mano su telai ancestrali. A Rishtan, i ceramisti perpetuano una tradizione di terracotta blu e bianca vecchia di secoli. Le strade della valle attraversano ponti in pietra e fiumi, richiamando le vie carovaniere che hanno fatto vivere questa regione per millenni.
Quando partire per l’Uzbekistan
La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono i periodi ideali: le temperature sono miti e le giornate facilitano le visite all’aperto. L’estate può essere molto calda, soprattutto nei deserti e a Bukhara. L’inverno è freddo ma molto meno frequentato, il che può andare bene per i viaggiatori in cerca di tranquillità.
Un itinerario completo delle quattro città principali (Tashkent, Samarcanda, Bukhara, Khiva) richiede 10-15 giorni. Per includere Shakhrisabz, il Khorezm e la valle di Ferghana, è preferibile disporre di due o tre settimane.
Come organizzare il proprio itinerario
Il treno veloce Afrosiyob collega Tashkent a Samarcanda in circa 2 ore, poi Samarcanda a Bukhara. Per la tratta Bukhara-Khiva non esiste un treno rapido: bus o taxi condiviso restano le opzioni abituali. Verso il Khorezm o Nukus da Khiva, calcola una giornata di trasferimento.
Uno schema classico in 12 giorni:
- 2 giorni a Tashkent
- 3 giorni a Samarcanda (con un’escursione a Shakhrisabz)
- 2 giorni a Bukhara
- 2 giorni a Khiva
- 1 giorno di transizione
- 2 giorni per la valle di Ferghana o il Khorezm, in base ai propri interessi
Se l’architettura islamica e le grandi civiltà storiche ti affascinano, la Turchia offre un altro terreno di scoperta, più accessibile dall’Europa. Per un’immersione nell’arte islamica in Europa, la Spagna con l’Alhambra di Granada e la Mezquita di Cordova è un complemento naturale.
FAQ
Qual è il periodo migliore per visitare l’Uzbekistan?
La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) offrono le condizioni migliori: temperature miti, cielo sereno e giornate lunghe. L’estate può essere molto calda, soprattutto nei deserti e a Bukhara. L’inverno è freddo ma molto meno affollato.
Quanto tempo serve per visitare l’Uzbekistan?
10-15 giorni permettono di coprire le quattro città principali (Tashkent, Samarcanda, Bukhara, Khiva). Per includere la valle di Ferghana, il Khorezm e il deserto del Kyzylkum, è preferibile avere due o tre settimane a disposizione.
Come spostarsi tra le città dell’Uzbekistan?
Il treno veloce Afrosiyob collega Tashkent a Samarcanda in circa 2 ore. Per la tratta Bukhara-Khiva, i viaggiatori optano generalmente per un bus o un taxi condiviso. Alcune regioni (Khorezm, Karakalpakstan) richiedono una giornata di viaggio da Khiva.
L’Uzbekistan è facile da visitare per un italiano?
Sì. Il settore turistico si è sviluppato molto, con un’offerta di hotel, guide e agenzie in tutte le città storiche. L’uzbeko e il russo sono le lingue di uso quotidiano, ma l’inglese funziona bene nei siti turistici. Una guida locale per le tappe principali facilita notevolmente l’esperienza.
Cosa mangiare in Uzbekistan?
Il plov (riso con carote e carne) è il piatto nazionale, presente in tutti i bazar. Il laghman (noodles saltati), i samsa (fagottini ripieni) e lo shashlik (spiedini alla griglia) figurano in ogni menu. I bazar come Chorsu a Tashkent sono i posti migliori per assaggiare le specialità locali nel loro contesto.





