Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito ha ufficialmente lasciato l’Unione europea. Per i viaggiatori italiani, questo si traduce in tre cambiamenti concreti: il passaporto biometrico obbligatorio (la carta d’identità non è più accettata), un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) richiesta dal 2 aprile 2025, e la fine della libera circolazione per i soggiorni a lungo termine o per lavoro. Ecco tutto quello che devi sapere prima di attraversare la Manica.
ETA: la nuova formalità obbligatoria da aprile 2025
Dal 2 aprile 2025, i cittadini italiani devono ottenere un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) prima di qualsiasi partenza verso il Regno Unito. Questa formalità si applica indipendentemente dal mezzo di trasporto scelto: aereo, traghetto o Eurostar.
Cosa sapere sull’ETA:
- Costo attuale: £20 a persona
- Validità: 2 anni o fino alla scadenza del passaporto (in base a quale evento si verifica prima)
- Ingressi multipli consentiti per tutta la durata di validità
- Ogni viaggiatore deve avere la propria ETA, neonati e bambini piccoli compresi
- La richiesta si effettua online sul portale ufficiale del governo britannico
L’ETA consente soggiorni turistici, visite familiari o trasferte di lavoro brevi, per una durata massima di 6 mesi.

Passaporto obbligatorio: la carta d’identità non è più valida
Dal Brexit, solo il passaporto biometrico è accettato per entrare nel Regno Unito. La carta d’identità italiana non è più un documento di viaggio valido per questo paese. Controlla la data di scadenza con largo anticipo rispetto alla partenza.
Per un soggiorno superiore a 6 mesi (lavoro, studio, residenza), è necessario anche un visto di lungo periodo. Consulta il portale britannico per la verifica del visto per conoscere le condizioni esatte in base alla tua situazione.
Proteggi il tuo viaggio nel Regno UnitoAccesso alle cure sanitarie nel Regno Unito
La TEAM resta valida, ma con limiti importanti
Buona notizia: nonostante il Brexit, la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) è ancora accettata nel Regno Unito grazie agli accordi di coordinamento sociale stipulati tra l’UE e il paese. Dà accesso alle cure medicalmente necessarie presso le strutture del NHS (il sistema sanitario pubblico britannico), alle stesse condizioni dei residenti locali. Presentala insieme al passaporto.
La TEAM copre anche le malattie croniche, le gravidanze e i parti che si verificano durante un soggiorno temporaneo, a condizione che la cura non sia il motivo del viaggio.
Cosa non copre la TEAM
La TEAM non include né il rimpatrio sanitario né le cure nelle cliniche private, né alcune spese accessorie. In caso di ricovero prolungato o di evacuazione d’urgenza verso l’Italia, i costi possono essere molto elevati senza un’assicurazione adeguata.
Un’assicurazione viaggio integrativa permette di coprire:
- le spese mediche non rimborsate dalla TEAM (ticket, cliniche private)
- il rimpatrio medico o sanitario verso l’Italia
- le situazioni in cui la tua TEAM è scaduta o non utilizzabile
Senza copertura integrativa, anche un semplice ricovero in una struttura privata britannica può generare costi considerevoli, senza alcuna possibilità di rimborso.
Residenti italiani nel Regno Unito: settled e pre-settled status

Gli italiani stabilitisi nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 hanno potuto richiedere il proprio status nell’ambito dell’EU Settlement Scheme. Esistono due statuti in base alla durata della residenza:
Settled status (residenza permanente)
Gli italiani con almeno 5 anni di residenza continuativa nel Regno Unito hanno potuto ottenere il settled status, equivalente a un diritto di residenza illimitato. Questo status consente di assentarsi dal territorio britannico fino a 5 anni consecutivi senza perdere i propri diritti.
Pre-settled status (residenza temporanea)
Gli italiani presenti da meno di 5 anni hanno potuto ottenere il pre-settled status, che autorizza il soggiorno fino al raggiungimento dei 5 anni di residenza continuativa, per poi transitare verso il settled status. Attenzione: un’assenza superiore a 2 anni consecutivi comporta la perdita di questo status.
Da notare: lo status è interamente digitalizzato, senza alcuna tessera fisica. Da luglio 2025, le regole sulla residenza continuativa sono state alleggerite: la continuità è riconosciuta a condizione che l’assenza totale non superi 30 mesi negli ultimi 5 anni, a vantaggio di chi ha avuto lunghe assenze per motivi di lavoro o familiari.
Cambiamenti per gli studenti italiani
Il Regno Unito ha abbandonato il programma Erasmus il 1° gennaio 2021. Gli studenti italiani che desiderano studiare oltremanica per più di 6 mesi devono ora:
- Ottenere un visto studentesco britannico
- Essere ammessi in un istituto di istruzione superiore accreditato
- Dimostrare un livello di inglese sufficiente (spesso certificato)
- Dimostrare di poter finanziare sia gli studi che il soggiorno
Le rette universitarie per gli studenti internazionali (non residenti) sono aumentate sensibilmente dopo il Brexit. Verifica i costi direttamente presso gli istituti di interesse, poiché variano in modo significativo a seconda delle università e dei corsi.
Se vuoi combinare il viaggio con un’esperienza lavorativa all’estero, esistono altri strumenti disponibili in paesi terzi: i programmi vacanze lavoro (PVT) offrono un’alternativa interessante per lavorare legalmente in diverse destinazioni fuori dall’Europa.
Cosa cambia per i britannici in Italia
I cittadini britannici che desiderano risiedere in Italia dopo il 1° gennaio 2021 devono munirsi di un visto di lungo soggiorno, di un permesso di soggiorno e di un’autorizzazione al lavoro per qualsiasi soggiorno superiore a 3 mesi.
Chi risiedeva già in Italia prima del 31 dicembre 2020 ha potuto richiedere un permesso di soggiorno con la dicitura «Accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea». Nonostante le formalità, il Regno Unito rimane una destinazione molto apprezzata dai viaggiatori italiani, e Londra continua ad attirare tanto per il turismo quanto per gli affari.
Prima di viaggiare in paesi soggetti ad autorizzazioni specifiche all’ingresso, ricordati di verificare le condizioni in vigore: è il caso ad esempio della Thailandia con il suo visto DTV o per visitare la Colombia, dove le norme di ingresso sono cambiate di recente.
FAQ
Gli italiani hanno bisogno di un visto per andare nel Regno Unito?
No, per un soggiorno turistico inferiore a 6 mesi non è richiesto alcun visto. È invece obbligatoria un’ETA (autorizzazione elettronica di viaggio) dal 2 aprile 2025. Costa £20, è valida 2 anni con ingressi multipli e si richiede online sul portale ufficiale britannico prima della partenza.
Si può ancora usare la carta d’identità per andare in Inghilterra?
No. Dal Brexit, solo il passaporto biometrico è accettato per entrare nel Regno Unito. La carta d’identità italiana non è più un documento di viaggio valido per questo paese, indipendentemente dalla durata del soggiorno.
La TEAM è ancora valida nel Regno Unito?
Sì. Grazie agli accordi bilaterali UE-Regno Unito, la TEAM è ancora accettata nelle strutture del NHS per le cure medicalmente necessarie durante i soggiorni temporanei. Non copre però il rimpatrio sanitario né le cure nelle strutture private: un’assicurazione viaggio resta indispensabile per partire in tutta serenità.
Erasmus funziona ancora tra l’Italia e il Regno Unito?
No. Il Regno Unito ha lasciato il programma Erasmus il 1° gennaio 2021. Gli studenti italiani che desiderano studiare oltremanica devono ora ottenere un visto studentesco britannico e soddisfare i criteri di ammissione dell’istituto, compresa la dimostrazione di un livello di inglese certificato.
Cos’è il settled status?
È lo status di residente permanente concesso ai cittadini europei (inclusi gli italiani) che risiedevano nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 e possono dimostrare almeno 5 anni di residenza continuativa. Conferisce un diritto di residenza illimitato. Le persone con meno di 5 anni di residenza a quella data hanno potuto ottenere il pre-settled status, in attesa di maturare il requisito dei 5 anni.





