Bali è, nel 2026, l’unica destinazione al mondo a figurare contemporaneamente in cima alle classifiche più ambite e alle liste dei posti da “riconsiderare”. Sopravvalutata per chi cerca l’Indonesia selvaggia di prima di Instagram, ancora straordinaria per chi sa allontanarsi dai circuiti battuti. La risposta dipende dal tuo modo di viaggiare.
Il paradosso Bali: celebrata e messa in discussione nello stesso anno
TripAdvisor ha incoronato Bali destinazione numero uno al mondo nei Travelers’ Choice Awards 2026, davanti a Londra, Parigi e Dubai, sulla base di milioni di recensioni. La stessa isola figurava un anno prima in cima alla “No List” di Fodor’s, la lista annuale delle mete da “riconsiderare” per via del sovraturismo.

Entrambi i verdetti si basano su fatti. Ed è proprio qui che si nasconde la domanda vera da porsi prima di prenotare.
Cosa hanno cambiato 7 milioni di turisti a Bali
Bali ha accolto 7,05 milioni di turisti internazionali nel 2025, contro i 6,28 milioni del picco pre-pandemia del 2019. Questi visitatori si concentrano in un corridoio stretto del sud dell’isola, dall’aeroporto di Denpasar fino a Ubud, passando per Kuta, Seminyak e Canggu.
I siti più famosi sono saturi
Le porte di Lempuyang, le risaie di Tegallalang, i beach club di Canggu: è sempre lo stesso scenario in tutte le foto, indipendentemente da chi le ha scattate. Il traffico a Seminyak e Canggu può bloccarti per ore. Sulla mappa, Ubud sembra vicinissima alla costa sud. In auto, il tragitto può raddoppiare o triplicare a seconda dell’orario.
Il problema non è il numero totale di visitatori, è la loro concentrazione: quasi tutti i 7 milioni di turisti si distribuiscono su una piccola parte del territorio.
Una pressione ambientale misurabile
Nel 2023, i 5,3 milioni di visitatori internazionali hanno lasciato circa 303.000 tonnellate di rifiuti plastici, secondo i dati citati da Fodor’s. Il turismo esercita una pressione crescente sulle risorse idriche dell’isola, e alcune falde acquifere stanno cedendo nelle zone costiere.
Alloggi più cari nelle zone turistiche
Ville e guesthouse nelle aree più frequentate hanno visto i prezzi salire in modo significativo negli ultimi anni. Bali rimane in generale meno cara della maggior parte delle destinazioni europee, ma il divario si è ridotto nei quartieri ad alta concentrazione turistica.
Assicura il mio viaggio in IndonesiaLa Bali che la maggior parte dei viaggiatori non vede mai
Uscire dal corridoio sud cambia radicalmente l’esperienza. Non è un segreto: è semplicemente un’informazione che pochi viaggiatori traducono in pratica.
Il nord: Singaraja e Lovina
La costa nord, intorno a Singaraja e al litorale di Lovina, accoglie solo una piccola frazione dei visitatori che sbarcano a Kuta. Cascate, templi buddhisti e litorale restano accessibili senza code, a prezzi decisamente più bassi.
L’est: Amed e Tirta Gangga
La zona di Amed è apprezzata dai sub per i suoi relitti e le barriere coralline intatte. Tirta Gangga, con i suoi giardini d’acqua reali ereditati dall’ultimo regno di Bali, offre un’atmosfera che il sud ha in gran parte perduto. L’alba sul Gunung Agung vista da questa regione resta uno degli spettacoli più straordinari dell’isola.
Se stai valutando di andare oltre Bali, trovi spunti concreti nella nostra guida sulle isole dell’Indonesia da scoprire dopo Bali e nella nostra selezione per scegliere l’isola indonesiana giusta in base al tuo stile di viaggio.
Visitare Bali in modo diverso: cosa cambia davvero
Alcuni accorgimenti concreti fanno la differenza tra una delusione e un ricordo duraturo.
Visita presto. I templi e le risaie si scoprono prima delle 8. Dopo le 10 arrivano i pullman turistici.
Fermati, invece di transitare. Moltiplicare i trasferimenti genera stanchezza e frustrazione. Due o tre zone scelte bene valgono più di un itinerario maratona.
Non fidarti delle distanze sulla mappa. Bali è piccola. Il traffico la dilata enormemente: controlla i tempi di percorrenza reali prima di costruire il tuo programma, soprattutto tra la costa e Ubud.
Punta al nord e all’est. È il modo più efficace per trovare un’isola che assomiglia ancora a ciò che le foto del sud promettono senza poi mantenere.
La questione del turismo di massa e delle sue conseguenze sulle destinazioni più popolari va ben oltre Bali: sta reinventando il modo di viaggiare in molti luoghi simili.
FAQ
Bali è ancora una bella destinazione nonostante il sovraturismo?
Sì, a patto di uscire dalle zone più sfruttate. Il nord e l’est dell’isola, i villaggi in quota e i siti meno noti offrono un’esperienza che assomiglia molto di più all’immagine da sogno rispetto agli spot del sud presi d’assalto dai visitatori.
Bali è cara per un viaggiatore europeo?
Meno dell’Europa, in generale. Ma il divario si è ridotto nelle principali zone turistiche (Seminyak, Canggu, Ubud). Allontanandosi dal corridoio sud, alloggio e ristorazione tornano a essere decisamente più accessibili.
La saturazione turistica riguarda tutta Bali?
No. Il sovraffollamento è concentrato nel corridoio sud, da Kuta a Ubud. Il nord (Singaraja, Lovina) e l’est (Amed, Tirta Gangga) accolgono una frazione minima dei visitatori. Nello stesso territorio si possono vivere due esperienze radicalmente diverse.
Bali o un’altra isola dell’Indonesia?
Dipende da cosa cerchi. Bali offre infrastrutture sviluppate, una cultura unica e un’accessibilità semplice. Lombok, le isole Gili, Flores o le Celebes propongono paesaggi simili, spesso più selvaggi, con molta meno gente.
Qual è il periodo migliore per visitare Bali?
La stagione secca (da maggio a ottobre) è la più favorevole. I mesi di aprile-maggio e settembre-ottobre offrono un buon compromesso tra bel tempo e affluenza leggermente ridotta. Luglio e agosto restano i mesi più affollati.





